mercoledì 1 dicembre 1999

STAGIONE AGONISTICA 1999

“LA STORIA INFINITA”

Venti o ventuno? E chi si ricorda più a che numero sono arrivato  con la gara del “Pitillo-day”!
Ma una cosa è certa: tutta colpa del nuovo regolamento se i ritmi imposti dalla classifica sociale sono stati micidiali.
Tanti sono rimasti indietro:
- i più gracili
- gli svogliaticci
- i malaticci
- i taccagni
- i meno abbienti
- le gravide
- quelli che tengono famiglia
- quelli che non hanno voglia di soffrire
- i perfezionisti, che non gareggiano se non sono super-allenati
- i super-allenati, che non si capisce perché non gareggiano
insomma una vera “armata Brancaleone”.
Di sicuro senza un po' di passione e sadomasochismo diventa difficile accumulare punti.
Borgoticino 21 Marzo - circuito Scott, la nostra prima gara del ‘99, e per il sottoscritto anche la prima uscita ciclistica dopo 4 mesi di sosta invernale. Da li in poi è stata una strage di gare... senza mai un ritiro, con qualsiasi condizione atmosferica, ambientale e psicofisica. Stringere i denti e andare. Forse è un po' anche pazzia, come alla Rampiledro del 16 Maggio dove dopo 22 km di salita, ecco una bella grandinata sulle nostre teste al P.so di Tremalzo e subito dopo un diluvio per gustare le ripidissime discese con le dita ghiacciate e praticamente senza freni; oppure ancora come alla Lessinia Legend del 23 Maggio, la Gran Fondo più lunga d’Italia (116 km) dove negli ultimi 16 km c’è stata un’anomala volata finale con Annibale Luciano degna di Cipollini e ancora alla Bike-Xtreme con le sue velocissime e infide discese che un piccolo temporale avrebbe trasformato in piste da bob causando tragedie a non finire.
Quest’anno il variegato mondo della “Iride” si è arricchito di nuovi soci. La squadra ha trovato peso e consistenza soprattutto grazie ad atleti del calibro di Bottiroli Dario, un autentico “pezzo da novanta”, spettacoloso quando si destreggia in mezzo ai boschi tra orsi e cinghiali, inquietante se lo senti arrivare alle spalle in discesa, il roboante Dario è veramente un grosso acquisto per la ns. società ; per non parlare poi dell’esperto Gianni Borgatta, un ex agonista di fama provinciale destinato a dare grande lustro alla squadra, e che ha dato il meglio di sé proprio nella gara di Armeno, quando ha scioccato nientepopodimeno  che il Presidente stesso agguantandolo all’ultimo chilometro ma facendosi poi infinocchiare alla grande negli ultimi metri. E’ comunque degno di lode lo spavento causato al Presidente; e non dimentichiamoci di Rinaldi Carlo, che alla sua prima stagione “iridiana” ha onorato il campionato provinciale UDACE partecipando a quasi tutte le gare.
Tra gli stradisti ha fatto notizia un personaggio ormai mitico, tal Brunetti Antonio, fortissimo, allenatissimo, pochissimo impegnato nelle gare. Sembra che stia aspettando il 2000 per entrare nel firmamento degli stradisti ed esaltare il popolo della IRIDE con piazzamenti prestigiosi.
E gli altri? Alcuni sicuramente sono finiti a “Chi l’ha visto”!
Ad esempio, Viganò Andrea .......... i maligni dicono che ci vorrebbe una carota travestita da Stefania biker per smuoverlo, ma per il sottoscritto neanche un miracolo del tipo “Alzati e cammina” potrebbe riesumarlo. Sono purtroppo lontani i bei tempi quando l’Andrea andava a dormire persino con la sua amata bicicletta, e ogni notte era una gioia per lui trastullarsi con le pedivelle ed il vellutato telaio aspettando l’indomani, quando, pur svegliandosi a pezzi dopo una nottata passata sui tubi dell’amata, era comunque un godimento per l’Andrea montarla di nuovo e pedalare in mezzo a prati e fiori cantando “Felicità” di Albano e Romina, allora si che il nostro Andrea esprimeva tutto se stesso. Al caro estinto Andrea aggiungerei il cassiere della IRIDE, Negro Gianni, che non si capisce se è fuggito con la cassa o si è scassato di gareggiare. Misteri del cassiere!
E il Moiso Cristiano? Questa strana creatura rappresenta il lato oscuro della IRIDE; c’è ma non si vede, sembra pronto a scatenarsi da un momento all’altro ma finisce sempre con lo scatenarsi unicamente a tavola...fino a quando dovremo aspettare?....altro mistero.
Per fortuna ci sono i soliti irriducibili come Annibale Luciano, una leggenda vivente, sempre pronto 365 giorni all’anno a dar battaglia su tutti i fronti, come il Vicepresidente un vero “martire” del ciclismo disposto a soffrire sino alla fine delle  sue energie, come Beltrame Massimo che inizia a divertirsi solo con gare superiori a 70 km, e per finire eccolo: preparazione meticolosa, dieta dello sportivo, grande strategia di gara (ci tiene sempre tutti sotto controllo per ammazzarci nel finale) ormai ad un passo dal professionismo, i critici lo vedono già lanciato ai vertici della classifica sociale “anno 2000”  (anche se i soliti irriducibili di cui sopra non staranno certamente a guardare).
Cari lettori  l’atleta che traspare da questi piccoli indizi, l’atleta che ci sta accompagnando verso il 2000 è proprio lui, il nostro Presidente, unico ed insostituibile. A lui chiediamo di stimolare sempre più questo gruppo se non per vincere qualcosa, perlomeno per abbattere qualche chilo di troppo.

Roberto Barbero